
Learning Italian
Il gatto con gli stivali
Favola
Um vecchio mugnaio aveva tre figli. Prima di morire lui ha lasciato loro un ritaggio modesto: un mulino, un asino ed un gatto. Senza por tempo in mezzo i fratelli hanno deciso di dividere il ritaggio: il fratello maggiore ha ricevuto il mulino, il secondo fratello –l’asino ed il terzo fratello –il gatto. Il fratello minore si è rattristato di aver ricevuto un ritaggio cosi modesto.
-Beati sono i miei fratelli! Adesso potranno vivere insieme, lavorare nel mulino, guadagnare il pane. E che cosa devo fare io? Mangerò il gatto e cucirò i guanti. E poi? Morire di fame?
Sentendo quelle parole, il gatto si è rivolto al padrone e ha detto:
- Non preoccupart. Faresti meglio a darmi un sacco ed un paio di stivali – e tu capirai che il destino non è tanto ingiusto a te.
Non c’è che fare, il fratello minore si è messo d’accordo con il gatto e gli ho dato quello che lui ha chiesto. Il gatto ha messo gli stivali, ha preso il sacco, si è butato sulle spale e si è diretto verso il bosco vicino.
Nel bosco il gatto ha teso una trapolla con il sacco in cui, prima, c’erano la crusca e il cavolo. Lui si è accomodato vicino facendo finta di essere morto. Fra poco è accorso un giovane coniglio. Appena il coniglio è saltato nel sacco, il gatto ha annodato il sacco, e con la sua preda è andato al palazzo reale.
Nel palazzo il gatto è stato codotto dal ré. Lui ha riverito con un inchino e ha detto al ré:
- Vostra Maestà, ecco il coniglio dai boschi di Marchese de Carabas (questo nome lui ha inventato per il suo padrone). Il mio padrone mi ha ordinato di offrirLe questo regalo modesto. - Ringrazia il tuo padrone. È un regalo molto gentile!- ha detto il ré.
Qualche giorno dopo il gatto ha deciso di ricorrere di nuovo al suo ripiego. Questa volta lui è andato al campo e vi ha teso una trapolla. Due pernici grasse vi sono cascate. Il gatto le ha portate dal ré. Il ré ne era molto contento e ha ordinato di premiare il gatto.
Ogni tanto il gatto portava la cacciagione al ré e diceva che il suo padrone Marchese de Carabas l’aveva cacciata. Una volta il gatto ha appreso che il ré stava per fare una passeggiata in riva al fiume con sua figlia – una bella principessa.
Subito il gatto è venuto dal suo padrone.
- Padrone, senta il mio consiglio e la fortuna sarà in tuoi mani. Va’ a fare i bagni al fiume nel posto che ti indicherò. Ed il resto, ci penso io.
Il padrone ha fatto tutto come il gatto gli ha detto benchè non capisse perche il gatto lo faceva. E in quel mentre il gatto ha nascosto l’abito del padrone dietro l’arbusto vicino.
Mentre il padrone faceva i bagni nel fiume, è arrivata la vettura di ré. Il gatto si è precipitato verso la vettura e ha gridato:
-Da questa parte! Aiuto! Marchese de Carabas sta annegando!
Il ré ha sentito i gridi e ha aperto la porticina. Lui ha riconosciuto il gatto che gli aveva portato i regali, e ha mandato i suoi sudditi a salvare Marchese de Carabas.
Mentre i sudditi del ré aiutavano il suo padrone, il gatto ha raccontato al ré che quando il suo padrone faceva i bagni i ladri hanno rubato il suo abito. Il ré ha ordinato subito di apportare il migliore abito per Marchese de Carabas. Tutto andava il meglio possibile. Il ré era ben disposto verso il figlio del mugnaio e l’ha invitato nella sua vettura a fare una passeggiata. Alla giovane principessa è piaciuto il marchese nell’abito di ré.
E il gatto ne era molto contento e correva in testa.
Correndo vicino al pratto lui ha visto i contadini che falciavano l’erba.
- Di chi è questo prato?
- Questo prato appartiene all’orco terribile che abita nel castello, - hanno risposto i contadini.
- Fra poco qui passerà il ré, - ha esclamato il gatto- e se voi non direte che questo è il prato di Marchese de Carabas, vi sciaboleranno!
Arrivata la vettura di ré, il ré si è affacciato alla finestra e ha chiesto a chi apparteneva quel prato.
- A Marchese de Carabas! – hanno risposto i falciatori.
Il figlio del mugnaio era miravigliato e il ré era contento e ha detto:
- Marchese! Lei ha un ottimo prato!
Il gatto ha continuato il cammino e si è trovato vicino al campo. Sul campo lavoravano i mietitori, gatto ha chiesto:
- Di chi è questo campo?
- È il campo dell’orco terribile che abita nel castello!
- Fra poco qui passerà il re, - ha esclamato il gatto, - e se voi non direte che questo campo appartiene a Marchese de Carabas, vi sciaboleranno!
In quel momento è arrivato il ré e ha chiesto:
- Di chi sono questi campi?
- Sono i campi di Marchese de Carabas.
Al ré sono piaciute queste parole e lui a battuto le mani.
- Caro Marchese! Lei ha i buoni campi!
La vettura ha continuato il cammino e il gatto correva in testa e faceva tutti dire: “Tutto questo appartiene a Marchese de Carabas!”
Il ré era colpito delle ricchezze di Marchese de Carabas.
Al fondo della strada su cui correva il gatto c’era un bel castello dove abitava un orco terribile e ricco. E proprio a quest’orco appartenevano i terreni su cui passava la vettura di ré. Ma il gatto era furbo e ha appreso in anticipo tutto riguardo all’orco-gigant. Lui ha appreso che l’orco poteva trasformarsi in qualsiasi animale.
Il gatto si è avvicinato al castello e ha pregato di lasciarlo passare dal padrone di castello.
L’orco ha ricevuto il gatto gentilmente. Lui non ha visto mai dei gatti che sapevano parlare e portavano gli stivali.
- Io ho sentito parlare che Lei sa trasformarsi in qualsiasi animale ed anche in un animale forte e grande come un leone o un elefante ...
- Si, io posso farlo! E io telo proverò! Guarda! – in un momento l’orco si è trasformato in un leone.
Il gatto era cosi spaventato che si è arrampicato sul tetto e si è accomodato sul tubo di scarico. Lui è sceso giu soltanto quando il gigante si è ritransformato in l’orco. Dopo essere sceso giu il gatto ha detto all’orco che lui era molto impressionato e per poco non era morto di paura.
- Inoltre mi hanno detto,- il gatto ha proseguito il discorso,- ma non ci credo, che Lei sa trasformarsi in un piccolissimo animale. In un topo o in un ratto. Io credo che questo sia impossibile.
- Ah! Tu credi che questo sia impossibile?! – ha mandato urli il gigante.- Guarda!
In un momento un topo apparve al posto del gigante. Il topo correva sul pavimento e agitava il codino. Il gatto furbo si è lanciato sul topo e l’ha mangiato. Il gatto è sempre il gatto. Cosi il gatto ha vinto l’orco-gigante.
Nel frattempo la vettura di ré si avvicinava al bel castello. Sentedolo il gatto è corso fuori incontro al ré. - Entri pure, Vostra Maesta! Sia benvenuto al castello di Marchese de Carabas!
- È possibile che anche questo castello sia il Suo, Marchese de Carabas? – ha esclamato il re miravigliato. – È un castello molto bello! È proprio un palazzo! Lei non ha nulla in contrario se noi faremo un giro del castello subito?
Il ré camminava in testa e il marchese andava a braccetto con la figlia del ré. Tutti e tre sono entrati nel soggiorno dove era preparata per loro una buona cena. Quel giorno l’orco aveva invitato gli ospiti pero avendo appreso l’arrivo del ré gli ospiti non hanno osato a venire.
Il ré era ammirato e incantato dal tutto il splendore della paratura e dalla ricchezza di Marchese de Carabas e, dopo aver bevuto qualche bicchiere, lui ha detto:
- Signor Marchese, è Lei che decide di sposare o non sposare mia figlia.
Il figlio del mugnaio è stato piu felice di sentire queste parole che di avere tutta la ricchezza che gli è toccata. Lui ha ringraziato il ré e ha deciso subito di sposare la piu bella principessa del mondo. Hanno celebrato le nozze lo stesso giorno. Loro vivevono felici a lungo. E il gatto è stato un alto dignitario e cacciava i topi soltanto ogni tanto per farsi il piacere.
ciao vorrei correggere la tua favola ma ci sono delle parole che non capisco per esempio "ritaggio" cosa vuoi dire? vuoi dire eredità?
evelyn_salt
2012-02-01 05:14:41
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