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Hermitage
01 – Peterhoff è un preziosissimo diamante nella corona di San Pietroburgo, il ritratto della forza e splendore della giovane potenza. 02 – Il paese che aveva trovato l’uscita al mare, ha creato l’ammirevole feria d’acqua delle fontane di Peterhoff – l’osanna in commemorazione della vittoria Russa nella Guerra Nordica. 03 – Il Giardino Superiore si stende come un tappeto lussuoso davanti al Palazzo. La sua planimetria iniziale è stata realizzata negli anni 1714 – 24 dagli architetti Iogann Braunsctein e Jean-Baptiste Le Blond. 04 – Le linee nitide gialle dei viali alberati, il verde dei cespugli e degli alberi tagliati a sagome, il blu degli stagni delle fontane creano il suo ornamento stravagante e raffinato. 05 – Il fascino del giardino, pieno dell’esultanza e l’armonia, prepara i visitatori ai miracoli ancora più magnifici del complesso di Peterhoff. 06 – Ci sono cinque fontane nel Giardino Superiore: due fontane degli Stagni Quadrati, “Di Quercia”, “Mezheumny” (Indefinibile) e “Il Nettuno”. 07 - La fontana “Il Nettuno” è quella centrale e la più grande nella composizione del Giardino Superiore. La sua piscina assomiglia lo specchio gigantesco nell’inquadratura della pietra gialla – grigia ed il nastro del terreno. 08 – Nel centro si rialza la scultura di bronzo di Nettuno, e intorno a lei ci sono i mascheroni zampillati, i cavalcatori sui mitici cavalli marini – ippocampi, i ragazzi – tritoni sui delfini e dragoni, gli scudi e le ghirlande araldici. 09 – Il Palazzo Grande di Peterhoff è la dominante potente nel panorama del Giardino Superiore. Maestoso e squisito, lui sembra di stendere le sue ali - costruzioni annesse sulla favola solenne e magica del parco di Peterhoff. 10 – Inizialmente, il palazzo di Pietro era l’edificio a due piani, piccolo e abbastanza modesto. Nel 1747 l’architetto Rastrelli ha cominciato la ristrutturazione capitale del palazzo. Avendo conservato l’aspetto esterno della parte centrale, l’architetto ha aggiunto il piano superiore, due ali connesse dalla galleria e completati con due blocchi con le cupole dorate sui tamburi ottagonali – “Sotto Lo Stemma” e “Della Chiesa”. 11 – Da quei tempi il palazzo non ha quasi cambiato. 12 - Tutto nel palazzo è sottomesso ad una missione - passo a passo, più e più forte accendere nelle anime dei visitatori il senso dello stupore e venerazione davanti alla potenza capace a creare il miracolo di genere. 13 - Cominciando il suo tragitto per le sale della bellezza indimenticabile del palazzo, i visitatori, sulla scala Principale bianca – d’oro che brilla del suo splendore, sembrano già colpiti fino l’ultimo limite. 14 – Le figure allegoriche d’oro delle stagioni dell’anno e le volute bizzarre dello stucco li incontrano con la viva luce solare. 15 – L’Imperatrice Elizabetta nell’immagine di Primavera guarda solennemente e fieramente dal plafone dipinto; il disegno squisito del corrimano nero – d’oro, simile al merletto, attrae e invita a salire sulla scala. 16 - La Sala d’Udienza invita i visitatori con lo splendore accecante. L’ornamento d’oro sulle pareti che corre e si curva in modo bizzarro si rifletta infinitamente in specchi numerosi, si ripeta nella decorazione intagliata dei mobili dorati, orologi e candeliere. 17 – Qui, i monarchi accoglievano gli ospiti ufficiali per i discorsi non ufficiali, ma a quattr’occhi, qui stipulavano le alleanze a breve e lungo termine, facevano le proposte allettanti e tessevano gli intrighi. 18 – Cosi più chiaro divento il vero senso del soffitto a pitture della Sala d’Udienza. Il pittore Paolo Ballarini ha rappresentato il soggetto dal poema di Torquato Tasso “La Gerusalemme Liberata”. Il nobile cavalier Rinaldo convince la saracene Armida di non uccidersi, ma unirsi in matrimonio con lui. 19 – Sotto l’ombria di quest’alleanza, nel lusso e magnificenza del palazzo del monaco, erano governati i destini dell’Europa. 20 – La lucentezza e affaccendamento della corte reale, la solennità dei ricevimenti e l’importanza tenace degli affari statali – tutto questo è stato lasciato dietro la soglia. Qui, nel proprio cuore del palazzo che è rimasto ancora dai tempi di costruzione iniziale di Pietro, è stato creato l’angolino caro e piacevole che promette pace e riposo. 21 – Le pernici marroni dorate nel mezzo del verde e fiori magici hanno dato il nome ad uno de più accoglienti locali del palazzo – Il Salotto di Pernici. I documenti hanno conservato il nome dell’autore del tessuto, il noto pittore Francese Filippe di Vassalle. A base dei suoi schizzi, nella seconda parte del XVIII, facevano le sete di rivestimento per le residenze di tutti i monarchi Europei, e tra loro – i tessuti destinati specialmente per il palazzo di Peterhoff. 22 - L’affresco del soffitto a pitture ovale è chiamata “L’Allegoria del Mattino”. 23 – La seta ornata è avvinta dai massicci ricci di modanatura; le pareti sono decorate dalle tele pittoriche create dal pittore Francese Jean-Baptiste Grez. 24 – Nell’atmosfera lirica e tenera del salotto la stanchezza si retrocedeva, e l’ira monarchica dava il posto alla benevolenza. 25 – L’interno creato da Le Blond, nei tempi di Pietro si chiamava semplicemente La Sala ed èra destinata a servire alla glorificazione di fioritura di scienze e arti sotto il potere del saggio monarca. La storia dei ritratti pittorici sulle pareti era adatta nel migliore dei modi. 26 – Il famoso pittore Italiano Pietro Rotari lavorava in Russia nei tempi d’Elizabetta Petrovna; qui lui mori, avendo lasciato la vedova inconsolabile nel paese estranea. L'Imperatrice Ekaterina II ha comprato da lei 368 ritratti delle ragazze – modelle che il maestro ha creato in tutta la sua vita. 27 – Cosi la sposa del maestro ha ottenuto la possibilità di ritornare alla sua Patria, ed il palazzo di Peterhoff ha ricevuto la sua decorazione più squisita – La Sala dei Quadri, o, come lei era chiamata di tanto in tanto, “Lo Studio delle Mode e Grazie”. 28 - I quadri pittoreschi che coprono completamente le pareti sono stati sistemati in tale modo che le minime sfumature del colore e l’umore, chiamandosi e facendo il contrabbasso uno ad un altro, possono creare la composizione unica, piena del fascino. 29 – Grazie alla somiglianza con i grandi pannelli di tessuto composti dai frammenti singoli, questa sistemazione è stata chiamata “alla spalliera”. 30 – Il soggetto del soffitto a pitture è stato proposto e realizzato del pittore Italiano Antonio Tarsia. 31 – Ispirato della personalità grandiosa de Pietro il Grande, il maestro ha rappresentato la potenza prosperante sotto la mano paterna dell’autocoscienza. 32 – Il galante secolo XVIII era specialmente propenso ai divertimenti, burle e mascherate; il posto per loro si trovava sempre e dappertutto. 33 – Nient’altro che mascherata architettonica era anche lo stile “chinoiserie” molto di moda in quei tempi che richiedeva l’imitazione del gusto Cinese. 34 – Nei 1766 – 69, a base del progetto di Vallen – Delamot, due stanze erano decorate nel Palazzo Grande, chiamate gli Studi Cinesi Occidentale ad Orientale.
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